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  • The Antonio Pasqualino International Puppet Museum is currently located inside the Hotel de France, a building which is particularly interesting form both an architectural and a historical point of view. It is city centre of Palermo, near the monumental Piazza Marina.Originally – in the XVIII century – the Hotel de France was the palace of the Marquis Onofrio del Castillo. It is in 1808 that it...

giornata del contemporaneo 2022

 

In occasione della XVIII Edizione della Giornata del Contemporaneo

il Museo Internazionale delle Marionette presenta:

 

Pli sur Pli | Piega su piega

Mostra diffusa di Jean-Pierre Gaudin

Sabato 8 ottobre 2022

Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino

Piazzetta Antonio Pasqualino, 5 (PA)

***

Sabato 8 ottobre 2022, in occasione della diciottesima Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI -Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani, il Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino propone un progetto dal titolo Pli sur Pli | Piega su piega. Mostra diffusa di Jean-Pierre Gaudin realizzata in collaborazione con il DEMS - Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Palermo e con l'Institut français di Palermo ed il patrocinio del Ministero della Cultura e dell’Assessorato dei Beni culturali e dell’Identità siciliana e dell’Assessorato Turismo e Spettacolo.

La mostra sarà fruibile durante gli orari di apertura del Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino, dalle ore 10.00 alle ore 18.00

 

ABSTRACT

Ritmi, colori, materiali poveri, volumi che scandiscono lo spazio sono, di volta in volta, gli elementi privilegiati nel lavoro di Jean-Pierre Gaudin: ma la cifra specifica con cui si presenta nel mondo delle arti visive - accantonate le riflessioni accademiche sui modelli urbanistici e sui sistemi di potere - è data soprattutto dalla scelta del cartone. Non solo supporto, ma materia prima di cui investigare, esaltare o distorcere le caratteristiche formali e funzionali. 

Una scelta, definita dalla curatrice Marina Giaveri, socio-estetica. Dove è possibile cogliere un rapporto complesso fra l’attività di ricerca sui temi di storia urbana - in particolare sulla pianificazione urbanistica - e lo sbocco creativo rappresentato dalla produzione di queste opere.

L’arte visiva – mobilitata in questa mostra – sembra proporre lo sguardo del: “Comprendere piuttosto che spiegare”. Come afferma l’artista: «Al di là dell’efficacia delle politiche, vi è l’aspetto simbolico dei rifiuti nelle città, cosa che conduce soprattutto ad arricchire l’analisi dei rapporti fra la sfera pubblica e quella privata. Innanzitutto, di fronte alla “nettezza urbana” fattasi attività quasi industriale (raccolta, selezione, recupero o smaltimento, esportazione), dobbiamo ammettere che la raccolta dei rifiuti resta in certe culture un commercio tradizionale, e persino, a volte, un modo di vita comunitario: straccivendoli, smistatori, rivenditori, riciclatori dei paesi poveri… E le inchieste degli etnologi, così come il lavoro degli artisti, ci mostrano che sono in gioco valori più profondi dello statuto delle immondizie e della loro gestione: sono in gioco concezioni a volte opposte della sfera pubblica e della legalità, percezioni differenti di sporco e pulito, di ruoli sociali, ma anche dell’intimo e del privato».

Attraverso la mostra Piega su Piega, titolo che trae ispirazione dalle increspature, spessori, nervature, le cui interne relazioni formano anch’esse dei ritmi, Jean-Pierre Gaudin cerca di dar conto di diverse espressioni parallele:

- “Millefoglie” visivi, fatti di strappi praticati su cartoni d’imballaggio, a loro volta coperti da carte incollate, poi completati con tratti dipinti che danzano sopra superfici inquiete;

- Cartoni usati che portano i segni dei loro utilizzi successivi – cartoni macchiati, bruciacchiati, ripiegati, insiemi di profili - che sono a poco a poco reinterpretati come dei portolani o delle parti di continenti, oppure come figure che dialogano con frammenti di carte stradali: tante partenze, percorsi, viaggi alla ventura;

- Ritmi danzati su carta, ispirati a una Salomé fin-de-siècle rivisitata da Oscar Wilde e Richard Strauss, in cui le ondulazioni diventano quelle dei corpi e del desiderio, giochi di colori e di tratti le cui onde ritmate non sono più quelle del cartone ma quelle di un’immaginazione colorata;

- Scatole d’imballo, quelle dello speed delivery, che si trasfigurano e diventano altri mondi quando le si apre e le si distende, e le si guarda come umanoidi o divinità moderne che si rizzano di fronte all’immaginario consumistico.

Diventano delle silhouette, come quelle antiche marionette che dicono la fierezza teatrale di lunghe battaglie condotte contro l’invasore, sia esso l’antico Saracino o l’Amazon odierno. Carlo Magno, il Saracino, Orlando: ci sono anche loro, totem di cartone, dispiegati a partire da imballi, figure del gran sacro che sarebbe eresia lasciar ripiegati sui marciapiedi delle città consumistiche.

- Sono infine dei collage di carte multiple, che sovvertono quei ritmi forti, quelle nervature parallele, quei grigliati rigorosi che scandiscono un po’ dovunque il nostro mondo razionale.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI SULLA XVIII EDIZIONE DELLA GIORNATA DEL CONTEMPORANEO VISITA: https://www.amaci.org/insights/62e10a094297460b5feb53cb

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Info: 091.328060

www.museodellemarionette.it

 

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